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Paesaggi d'acqua : Mostra di Pittura a Villa Pisani

PAESAGGI D’ACQUA

LUCI E RIFLESSI NELLA PITTURA VENEZIANA DELL’OTTOCENTO

L’acqua attraverso gli occhi e le pennellate dei pittori paesisti dell’ottocento: settanta opere per ripercorrere il lavoro di autori che tra rii, canali, isole e barene veneziane hanno fissato lo sguardo e concentrato il loro lavoro. E’ Paesaggi d’acqua. Luci e riflessi nella pittura veneziana dell’ottocento promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, organizzata da Munus e curata da Myriam Zerbi e Isabella Reale.

L’allestimento al piano nobile del museo nazionale di villa Pisani a Stra Riviera del Brenta (Venezia) è chiamato a dialogare con quello realizzato nello splendido parco neoclassico della villa per
Tutto scorre la personale di Oliviero Rainaldi che ha proprio nell’acqua il tema centrale e filo conduttore in un rapporto costante e diretto tra contemporaneo e antico. Un incontro che caratterizza il cartellone 2011 della stagione espositiva seguendo il comune denominatore impostato negli scorsi anni fatto di confronti e rimandi.

La mostra presenta una significativa selezione di circa settanta dipinti che ripercorre l’evoluzione del paesaggio proponendo luoghi e punti di vista che ispirarono diverse generazioni di pittori paesisti da Caffi a Bresolin a Luigi Nono, Fragiacomo, Borsato, passando per Gino Rossi, Emma Ciardi, Rotta e Marinoni solo per citarne alcuni.
Il tema dominate – come si diceva – è quello dell’acqua nel rapporto con l’immagine di una Venezia che vive il profondo mutamento storico, sociale ed economico della caduta della Repubblica alla fine del Settecento. Un confronto che ha affascinato più generazioni di artisti anche nell’Ottocento, a partire dall’estro capriccioso di Bison, dal vedutismo e dalle ricerche scenografiche di Borsato, Grubacs, Moja; dalle ricerche ottiche e atmosferiche di Caffi, dalle aperte panoramiche di Luigi Querena. Ma anche dall’esempio e dagli insegnamenti di Domenico Bresolin e del suo più dotato allievo all’Accademia veneziana, Guglielmo Ciardi, che reinventa la stessa immagine di Venezia nel più ampio contesto lagunare, fino alle elegie pittoriche di Pietro Fragiacomo. Un viaggio tra segni e colori che non dimentica l’apporto di artisti “foresti” che a Venezia hanno a lungo vissuto e operato, come ad esempio Federico Nerly.